Lo scorso venerdì eravamo a Siviglia e siamo stati alla presentazione del nuovo disco di Riverboy.

In una Sala X sold-out, il cantante dei Milkyway Express ha convinto soprattutto per la versatilità e la ricchezza di sfumature di questo progetto parallelo.

Immaginate di passeggiare per il centro di Siviglia e, ad un certo punto, uscire dai vicoli stretti e dalle stradine affollate di turisti e tapas bar.

Immaginate di entrare in un club dove fanno musica dal vivo e per un paio d’ore immergervi in un universo parallelo, un  limbo di southern rock con venature soul. Il country e il folk scivolano come un fiume in piena dal palco per inondare tutta la Sala X.

Questo progetto musicale nasce a Siviglia (ma potremmo essere in qualsiasi cittadina del sud degli Stati Uniti) per espressa volontà di Charly Riverboy già militante in La Mula Jam Band ed attualmente vocalist e chitarrista  di The Milkyway Express.

Riverboy si distacca dalle sonorità dei Milkyway senza però rinnegare quel sound che immerge in un’atmosfera più intima, più dolce, nonostante le canzoni serie e talvolta impegnative.

Il disco è composto da 11 tracce. Lontano dalle mode del rock alternativo, non è un progetto di per sé nuovo o originale. E’ un disco però da cui emerge la purezza di un sound di altri tempi e d’altri luoghi.

Un disco fatto bene e godibile ascoltandolo sia dalle casse di uno stereo sia in live.

La sala è strapiena e la band tiene tutti incollati dall’inizio alla fine. Sebbene possa sembrare un one man show, sul palco si vede il valore e il supporto tangibile degli altri musicisti.

Sleepy James (The Milkyway Express), Alejandro García (Groal), Tera Bada e José Vaquerizo (Quentin Gas & Los Zíngaros) rendono il live uno show unico: i quattro musicisti capitanati da Charly si fondono in un’alchimia perfetta, toccano punte di blues autentico con gli assoli di Tera Bada e raggiungono un timbro vocale unico grazie ai cori che accompagnano Riverboy sui testi in inglese.

Quasi ti dimentichi di essere a Siviglia se non fosse per i sivigliani che si sono rivelati un pubblico particolare: riescono a parlare a voce alta durante tutta la performance – tanto che Charly ha dovuto chiedere il silenzio più di una volta – e allo stesso tempo riescono a rimanere concentrati sulla performance e partecipi sostenendo gli artisti sul palco.

Di Damiano Sabuzi Giuliani Foto di Vale C.

 

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