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|Review| “Per le strade del cielo” di Stefano Bruno

C’è tanto amore nell’opera di debutto di Stefano Bruno, un amore universale e d’altri tempi, che tocca l’arte, la terra, le persone.

Per le strade del cielo, questo il titolo del disco con cui Stefano Bruno ha debuttato il 29 settembre scorso, è una raccolta di otto brani in cui il cantautorato più classico si mescola con sonorità squisitamente pop.

Ascoltare Per le strade del cielo, è come fare un piccolo viaggio nel tempo in un’epoca non troppo distante, quando nei primi anni Novanta era ancora facile trovare tra le bancarelle cittadine le vecchie musicassette dei grandi cantautori nostrani, ma anche i grandi album di band d’oltremanica che hanno fatto la storia, come i Beatles o i Pink Floyd (tutti quanti artisti che hanno avuto un ruolo fondamentale nella maturazione musicale del cantautore)

Mantenendosi classico e tradizionale, Stefano Bruno celebra grandi temi universali come l’amore, l’amicizia, la libertà e il desiderio di fuga, e lo fa utilizzando un linguaggio che è tanto semplice quanto poetico.

Stefano Bruno è un artista dell’era digitale che ha conservato tutta la fragile poesia di un’anima analogica.

A conferma di quanto l’opera dei grandi cantautori italiani abbia influenzato il suo percorso artistico, il cantautore di Milano rende omaggio a Battisti facendoci regalo di una bellissima cover de L’Aquila.

Il momento più alto del disco, però, lo abbiamo con Italia Turrita, un brano pervaso di amara malinconia che rappresenta una forte critica verso i meccanismi del nostro Paese, ma che è al tempo stesso una dichiarazione d’amore che tiene alto un messaggio di speranza.

Ascoltando Per le strade del cielo si ha davvero l’impressione di trovarsi davanti ad un disco capace di parlare al cuore di tutti, senza distinzioni generazionali, ed è proprio questo il punto di forza di Stefano Bruno.

Continuando su questo percorso, siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di lui.

di Cassandra Enriquez

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