As you were, ma come eri Liam Gallagher?

Liam Gallagher era scorbutico, megalomane, di pessime maniere ed abitudini.

Ma era anche il frontman e la voce più influente del post Lennon.

Nel 2017 di ciò che era rimane quasi tutto, incredibilmente, soltanto si aggiungono delle pecche nelle esibizioni dal vivo.

Nulla di costante né di rilevante ai fini di questa recensione.

Il primo album solista del minore di casa Gallagher è un album dritto, fedele al sound degli Oasis molto più delle opere di Noel.

Se “Bold” ricorda fin troppo “Start Anew” dei Beady Eye, “Greedy Soul” è un pop rock aggressivo e coinvolgente.

La voce di Liam Gallagher è nasale nei pezzi con più attack, mentre risplende limpida come l’abbiamo conosciuta nelle ballate come “For what is Worth”, “Chinatown” e  “Universal Gleam”.

La fedeltà a quello che ci si aspettava di sentire da Ourkid è sicuramente il valore più evidente di questo album, che dopo alcuni ascolti ti entra nostalgicamente nel cuore.

Ma non ti sconvolge, perché manca, nonostante l’esibizionismo di Liam, la convinzione di essere sul tetto del mondo. Manca l’altra metà del disco.

Qualche tempo fa, un saggio esponente del britpop a livello nazionale disse “quei due fratelli sono buoni solo quando sono insieme“.

Mai parole furono più lapidarie e giuste.

Si ha l’impressione che Liam stia dicendo al mondo intero e ancor di più a suo fratello “io sono ancora buono, e il dannato rock’n’roll so cantarlo come nessun altro, che facciamo?”

Nell’attesa “As you were” è un’ottima produzione per chi è desideroso di qualcosa di suonato bene, cantato con una voce rimasta unica nel panorama internazionale, motivo di per sé valido per averlo nella propria libreria.

Aspettiamo la risposta a novembre di Noel, che intanto ha rilasciato il primo singolo.

Si parte dall’1-0 per Liam.

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