Retina

VVVB Una parola_segno

VVVB è una parola-segno alla quale aderiscono artisti con l’intento di produrre e mettere a confronto ogni forma di arte necessaria.

Nasce a Bologna nel 2010 come gruppo di artisti anonimi. Alla base di quest’idea vi è la necessità di creare un sodalizio intellettuale, senza una connotazione ideologica specifica, tra persone che lavorano nel campo dell’arte. Di conseguenza VVVB è un gruppo aperto, che accoglie di volta in volta le proposte e i progetti di diversi artisti e curatori. Questo modus operandi consente, sia di rispettare le personali ricerche artistiche di chi aderisce al gruppo, sia di creare operazioni stilisticamente ibride e libere dall’esigenza (spesso imposta) della “riconoscibilità”. 

In qualche maniera VVVB rivendica la possibilità che l’arte venga percepita e vissuta a prescindere dalle etichette, inoltre promuove lo scambio e il confronto tra le idee. VVVB viene inizialmente ideato da un gruppo di amici, dopo aver frequentato assieme l’Accademia di Belle Arti di Bologna e dopo aver avviato una serie di collaborazioni artistiche.

 senza titoloOlio su tela | 200,5 x 150 cm
 Senza titolo Olio su tela | 200 x 200 cm

 

IN VOLO/A TERRA

L’ idea che il mondo sia composto da elementi che, per loro natura, si trovano in opposizione, potremmo davvero lasciarcela alle spalle. Quell’approssimazione di lettura che ci fa intendere il pieno in contrasto col vuoto, così come il leggero e il grave, l’alto e il basso, appone una maschera di conflittualità sulle cose, favorendo in noi una visione dualistica della realtà. Sembrerebbe allora scontato, ad esempio, che la terra si contrapponga concettualmente al cielo e, di conseguenza, che anche il radicarsi alla terra e il volo vengano considerati comportamenti antitetici. Lo lasceremo credere a chi vuole.Un uccello per volare deve essere leggero. Eppure è un peso la sua figura impressa nella retina, è un solco nell’atmosfera. Un germoglio, per farsi strada nella terra, segue la via del cielo e dell’aria. E anche quando poi diventa pianta e albero, e affonda avide radici, ancora insegue la sua ascesa. Persino la quercia più secolare possiede estremità rarefatte. Volare o scavare è sempre in qualche modo incidere la materia, segnarla, informarla di volta in volta, quale che sia la sua apparente consistenza.

VVVB_14/12/2012
 
 
 
 
 
Installazione con sale | Dimensioni variabili

 

DIMENTICATI A MEMORIA

Il mio gesto si perde nelle pieghe dell’agire. Sono l’agente (atmosferico), sono la pioggia, il Tempo. La necessità stessa che plasma le cose e le corrode. Un prato, un pezzo di terra, non sanno che farne delle mie parole. Serve il gesto, appunto. Ma questi non sono affatto materia inerte, non sono “cose” di cui disporre a piacimento, da decorare, orpelli. Sono di per sè presenze, il percepirle è la qualità stessa dell’esserci. Perciò pretendono rispetto. L’immagine non è mai soltanto figura, ma oggetto-pensiero. Non me ne vogliano i novecentisti! Dicono: “L’oggetto è solo quel che è.” Ma cos’è l’essere? Privare, spogliare un oggetto o un’immagine della zavorra simbolica, morale, che la sua cultura (e la nostra memoria) gli impone, non è un’azione fine a sè stessa, o una ricerca della bellezza nell’autoreferenzialità. E’ un’azione che serve invece a recuperare nell’immagine il Vuoto, il suo essere prima e al di là di ogni memoria o educazione, restituendola allo sguardo e alla coscienza sempre come fosse la prima volta. Come la sensazione sempre viva del nostro primo giorno nel Mondo. L’Arte si dimentica a memoria. E qui sta il senso della parola “originalità”, che significa originarietà.

VVVB_martedì 13 dicembre 2011

 

1945 n°6 | Tecnica mista su tela | 100 x 150 cm

 

collettivovvvb@gmail.com