Albume è l’album d’esordio degli ISSTERICA giovane band di Lamezia Terme che ha condensato in 8 brani un punk rock adolescenziale tipico di chi si chiude in una sala prove a quindici anni e prova a buttare giù testi e a descrivere il mondo infilando le parole su arrangiamenti musicali essenziali, ma non per questo meno fruibili e orecchiabili.

Ludovico Miceli (Voce e Chitarre), Lorenzo Smirne (Basso e Voce) ed Antonio Minieri (Batteria e Voce) di giorno sono studenti di liceo con le loro passioni, le loro amicizie, i loro sogni, di sera diventano gli ISSTERICA, ambiziosa rockband che gravita nel panorama musicale lametino e non.

Ascoltando l’intero album sembra di tornare indietro nel tempo sia per la fattezza compositiva che ricorda l’underground punk inglese degli anni Settanta sia per le storie che raccontano situazioni di vita quotidiana a volte irriverenti e sarcastiche. Nonostante sia quasi assente la politicizzazione dei brani, si scorge comunque una velata critica sociale costruita  con parole e rime semplici ma dirette.

Buoni gli arrangiamenti e gli effetti. A differenza di molti gruppi con pochi strumenti, il loro sound è completo e stratificato.

Nonostante sia un album breve o meglio un extended play in otto canzoni, gli ISSTERICA riescono a mettere insieme diversi elementi: da pezzi più duri e ritmati come “Raffreddore” a ballate come “La mia storia”. Buona anche la intro strumentale (“Intro-nato”).

Insomma: buona la prima per questo gruppo e per questo album prodotto (MinG Produzioni) interamente a “Chilometro Zero”: registrazioni, missaggio, mastering, interamente effettuata in Calabria (Dissonanze Studios).

Potete ascoltare l’intero album sui digital store o servizi streaming come Deezer e prima di lasciarvi con la scaletta fatemi chiudere con una provocazione: la voce di Ludovico Miceli non ha nulla da invidiare a quella di Damiano dei Måneskin.

Tracklist:

01 Intro-nato;

02 Raffreddore;

03 La mia storia;

04 Vegano;

05 Sporco ma non troppo;

06 Commerciale;

07 Stitichezza;

08 Troppo trucco sembra stucco.

 

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