Angelo Sicurella ha già una carriera enorme alle spalle, un futuro radioso e ha appena scritto un album che si stampa nel pensiero, nella mente.

Angelo Sicurella nasce al profondo sud, a Palermo, nel 1981. 

E come tanti di quella terra “bellissima e disgraziata” ha una soul connection incredibile con l’elettronica, la sperimentazione ed il synth pop.

Molte le collaborazioni, l’esperienza come autore di colonne sonore per documentari, l’avventura con gli Omosumo.

Yuki O è il suo primo LP solista, uscito a novembre del 2017.

Si tratta di un lavoro che scorre senza soluzione di continuità ma con la sensazione di distinta corporeità che si ha scorrendo le dita di una mano sopra quelle dell’altra.

“Fidati di Me” ed “I sogni scivolano”, brani di apertura del disco, metto in chiaro la qualità della produzione di Sicurella, che suona a livello dell’elettronica europea cantando in italiano.

Praticamente un’impresa, una sfida cercata, affrontata e vinta.

“Yuki O”, title track, vive a metà tra il pop ed il gospel, metro e misura della capacità compositiva e lirica di Angelo, il suo finale è da brividi: sopra di me, c’è una stella che cade, affogata nel cielo, sopra di me, c’è un bambino che ride, e sono io.

Se Lucio Dalla fosse nato nel 1981 probabilmente scriverebbe un brano del genere.

“Una giornata buona” apre nuove strutture rispetto al resto del disco, addentrandosi in un pop molto più facile.

“Ubriachi di Sale”, invece, segna il trade union con le inevitabili radici mediorientali che i siciliani non riescono mai a dimenticare, e con il mondo della improvvisazione radicale, a tratti estrema.

Yuki O è un lavoro molto distante per certi versi dal precedente Orfani per Desiderio, che pure era un concept album.

È certamente il disco più all’avanguardia e nuovo ascoltato in questi primi sei mesi del 2018, c’è una costruzione, una perizia ed una pervasività delle idee che tutto ciò che viene venduto come futuro dai grandi e celebri mercanti della musica italiana non ha mai sfiorato nemmeno negli scaffali di un negozio di dischi. 

Incontrarlo in occasione della Grande Festa di Panico non ha fatto altro che confermare le impressioni avute su disco, perciò consiglio vivamente di godere di un suo concerto.

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