“Che ti aspetti se non nuvole da un mattino padano e il brusio di sottofondo di eterne guerre lontano?”

Quello che sembra quasi un verso di una poesia leopardiana accompagnata da un sottofondo musicale che evoca una marcia in crescendo, in realtà è l’incipit del nuovo album di Giorgio Canali & Rossofuoco “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”, in uscita il 5 ottobre per La Tempesta dischi.

A sette anni dall’uscita di “Rojo”, ultimo lavoro di brani inediti cui seguirà un album di cover, ne riprende ironicamente una frase del suo undicesimo brano, “Orfani dei cieli”, “come se avessimo bisogno di un’altra canzone di merda con la pioggia dentro”.

Canali sforna un disco passionale che racconta di schemi, di luoghi comuni, della “gente con 4G e un’ignoranza da medioevo” e di piaghe sociali ma che trova il tempo di inserire cenni d’amore e di desideri che appaiono, si nascondono e riappaiono in molte canzoni.

A renderlo diverso dai precedenti è il suo filo conduttore: l’ambiente che circonda il narratore.

Canali

Nella sua “Emilia parallela” il clima è pesante (“pochi aliti di scirocco”), le distorsioni aumentano e “niente cambia mai, che ci sia pioggia o vento, che il sole sia acceso o spento”, quasi come a voler accentuare una sensazione di insofferenza in un costante parallelismo natura/denuncia sociale. Un’ Emilia “paracula” invasa dal rumore insistente delle “cicale” che non smettono mai di cantare/parlare.

Poi un classico rock a l’italiana in “Piove, finalmente piove”, dove la pioggia lava tutto via,  lava l’umidità che appiccica, gli interessi nazionali, “viene giù e non si ferma più” e a fatica si riprende a respirare.

“Fuochi supplementari”, il primo singolo uscito a settembre, ci aveva già preparati allo spirito dell’album in cui tutto ritorna, il fuoco è l’ elemento naturale che illumina e ricorda  rimorsi e dispiaceri.

A spezzare l’atmosfera che fa da sfondo al disco ci pensa la “Danza della pioggia e del fuoco”, una ballata rock che sembra accendere una speranza prima di lasciarci con un  ultimo malinconico brano.

Il racconto finisce con l’ultima canzone “di merda”: “Mandate Bostik” si serve di una voce ricca di pathos, un’armonica e una chitarra per esprimere un senso di rassegnazione concentrato in 2:14 minuti. Stavolta la pioggia è mista a sangue e serve la colla per la “riparazione”.

Un concept album che non presenta particolari variazioni musicali rispetto ai precedenti ma rende l’idea che vuole esprimere, si presta all’interpretazione personale ed è una piacevole sorpresa di questo fine 2018.

di Giulia Rivezzi

TRACKLIST: “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”  

di Giorgio Canali & Rossofuoco

 

Le date del Tour per questo 2018

05/10 Bologna – Locomotiv – 06/10 San Vito di Leguzzano (VI) – CSC

20/10 Torino – Blah Blah *Giorgio Canali in solo

26/10 Brescia – Latteria Molloy – 02/11 Bergamo – Druso

03/11 Livorno – The Cage – 17/11 Firenze – Glue

30/11 Roma – Monk – 14/12 Milano – Serraglio

 

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