A poco più di un anno di distanza da “Your satisfaction, is our best reward”, ritornano i Grog con un altro EP: “Men of low moral fiber”.

Il secondo lavoro discografico dei Grog, duo di Reggio Calabria, risulta più placido, più ponderato e più scorrevole del suo precedessore e in un quarto d’ora i Grog riconfermano e rilanciano quanto già ben fatto con esso.

L’apertura è affidata solo ai synth che, per tutta “The great Jeeg in the sky”, ci introducono in un’atmosfera eterea. Giusto il tempo di ambientarsi e veniamo spiazzati da basso e batteria che con tempi, dinamiche e toni diversi ci illustrano tutta la vena creativa del duo. “Got ham” è l’antitesi dell’open-track, due strade diverse che, come vedremo, andranno nella stessa direzione.

Grog - Filippo e Luigi

Grog – Filippo e Luigi

Dopo questi primi due assaggi è il turno di “Give more water, please everybody” che rappresenta la prima vera portata dell’EP. Questa traccia è l’essenza di tutto Men of low moral fiber, ascoltiamo i Grog riassunti in un solo brano: inizialmente basso e batteria sono serrati e incalzanti, ma all’improvviso si capovolge tutto con un languido synth che si ritaglia un suo spazietto, accantonando il noise e creando un’atmosfera molto più vicina al post-rock.

Il gran finale è “L.A. Crime” che vale, letteralmente, mezzo EP. Per più di sette minuti veniamo cullati dalle linee di basso di Luigi – con Filippo che, a metà brano, lascia la batteria e lo accompagna con i synth – nel brano più romantico che i Grog potevano tirare fuori dal loro sacco pieno di idee!

In conclusione, i Grog con il loro Men of Low Moral Fiber convincono e fanno un deciso passo in avanti rispetto al loro primo EP, ma non osano quanto dovrebbero e potrebbero fare. Il disco si chiude sul più bello lasciandoci con un gran cliffhanger e rimandando il meglio al prossimo episodio, magari un album completo!

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