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IT’S ALIVE: i piccoli grandi concerti di Tiny Desk Concert

La quinta puntata di IT’S ALIVE ci porta nel piccolo grande studio di Tiny Desk Concert con Beirut, Adele, Sting & Shaggy and more…

Dall’inizio della pandemia i concerti “di una volta” non ci sono più. Anzi, man mano che il tempo passa si instilla la spiacevole preoccupazione che i concerti del futuro saranno solo uno sbiadito ricordo di quelli che abbiamo visto e vissuto fino a febbraio 2020.

Non avendo certezze su quello che accadrà dobbiamo guardare in faccia la realtà.

In quasi tutti i paesi i concerti dal vivo stanno subendo uno stop senza precedenti. Da un lato, questo sta causando una nuova crisi per il settore musicale tra gli addetti ai lavori dello spettacolo e tra gli artisti stessi i quali, non potendo promuovere con un tour i dischi, si ritrovano in un certo senso privati del rapporto diretto (o meglio dire fisico) con i fan.

Dall’altro lato si sono moltiplicate negli ultimi mesi le esperienze di concerti a distanza grazie all’utilizzo di piattaforme web o dei social network: concerti senza pubblico presente, a pagamento o gratuiti.

Basta citare qualche esempio. A cominciare dallo storico concerto del primo maggio di Roma, che dal 1990 ha portato nella capitale tra le 500.000 e 800.000 persone stipate a Piazza San Giovanni (arrivando a toccare il picco di 1 milione di spettatori nel 2006).

Quest’anno per il concertone gli artisti si sono alternati principalmente nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con le dirette su Rai 3 e Rai Radio 2. Senza pubblico. 

Oppure Nick Cave, che all’inizio aveva espresso tutti i dubbi del caso riguardo a performance artistiche dal vivo senza pubblico: alla fine si è arreso ad un’esibizione solitaria al pianoforte, registrata nella West Hall in Alexandra Palace, un edificio vittoriano situato nel nord di Londra. 

O, passando da un estremo all’altro, i NOFX, che hanno deciso di eseguire dal vivo il loro disco White Trash Two Heebs and a Bean dall’inizio alla fine per dare il via a Weekend at Fatty’s, ovvero una serie “concerti barbecue” che si sono tenuti a settembre a casa di Fat Mike, il cantante e bassista della band.

Avendo una certa esperienza di concerti dei NOFX (ci sono anche io qui sopra in mezzo alla folla!) l’idea di ricreare l’atmosfera di un classico concerto punk hardcore senza il pubblico scalmanato e il pogo sottopalco mi mette i brividi. 

Oggi però voglio parlare di un format differente, che preesiste a questa situazione. Parlo dei Tiny Desk Concerts, ovvero una serie di concerti ospitati da NPR Music, un progetto della National Public Radio, un’organizzazione di media no profit americana lanciata nel 2007 per presentare la programmazione musicale della radio pubblica e contenuti editoriali originali.

Beirut – 21 settembre 2011

Ai tempi di questo concerto i Beirut erano già sulla scena musicale da un po’ di tempo e pochi mesi prima avevano pubblicato The Rip Tide, il loro quarto album in studio registrato a New York e pubblicato con l’etichetta di Zachary Francis Condon (il fondatore della band), la Pompeii Records. Forse più di qualsiasi altro disco dei Beirut questo è quello che si avvicina di più alle sonorità pop.

La cosa interessante di questo live sono i retroscena.

I Beirut avevano appena finito uno spettacolo al Bonnaroo di Manchester, Tennessee, dove c’era un caldo infernale.

Senza la possibilità di fermarsi per riprendere fiato e magari rinfrescarsi un po’, pare che la band sia stata letteralmente trascinata nel seminterrato degli studi NPR per farsi una doccia.

La band in questo video appare comunque un po’ spossata e all’inizio volevano eseguire solo 2 canzoni.

Alla fine hanno concluso con un set di tre canzoni East Harlem, Santa Fe e Serbian Cocek in poco più di 11 minuti, riuscendo a offrire una buona performance che distilla il meglio della produzione di Condon: la musica dei Balcani mescolata a tinte di folk messicano.

Adele – 17 febbraio 2011

Al momento di questo concerto Adele aveva da poco pubblicato il suo secondo album – 21 – che subito aveva scalato le classifiche di mezzo mondo con pezzi come Rolling in the Deep, Rumour Has It o Turning Tables.

Nonostante nel 2011 avesse solo 21 anni era già una star affermata. Eppure in questi pochi minuti riusciamo a vedere tutta la sua umanità e al contempo la sua bravura. Con un accompagnamento ridotto al minimo e senza neanche sfilarsi i guanti e il cappotto, la cantante inglese riesce a togliere il fiato per tutta la durata del miniconcerto.

Le tre canzoni sono il meglio del meglio della sua produzione fino a quel momento: Someone Like You, Chasing Pavements, Rolling In The Deep.

Sting & Shaggy – 10 luglio 2019

Tra i Tiny Desk Concerts vi sfido a trovare quello con la coppia di artisti più affiatati e divertenti.

Sebbene all’apparenza possano sembrare diversissimi, il cantante inglese  e il cantante giamaicano, entrambi ormai in pianta stabile a New York, hanno trovato un perfetto sodale artistico culminato nel disco collaborativo  dal nome 44/876 pubblicato ad aprile 2018.

Oltre al lavoro in studio è seguito un tour dove i due pare abbiano fatto scintille, non solo cantando i loro pezzi ma divertendosi ad arrangiare e cantare i pezzi l’uno dell’altro.

Sul palco del Tiny Desk i due si presentano trafelati come se qualcuno li avesse buttati giù da un letto, con gli occhi abbottonati e sorseggiando litri di caffè per darsi una svegliata, ma con Sting che adatta al contesto i suoi classici suonando il suo malconcio basso Fender Precision del 1957 e Shaggy che sfoggia orgogliosamente la bandiera giamaicana portano a termine un set unico e inimitabile. Una delle più belle e divertenti puntate di questo format.

Set list: Englishman in New York, Don’t Make Me Wait, Shape of My Heart/Lucid Dreams.

Potrei continuare all’infinito, ma per ragioni di spazio sono costretto a chiudere.

Consiglio però vivamente la visione del concerto dei Cranberries ,che si sono esibiti il giorno dopo dell’uscita del loro sesto (e terzultimo) album, proponendo una scaletta ricca ed  emozionante (Linger, Tomorrow, Ode To My Family, Zombie e Raining In My Heart), che rappresenta anche un bellissimo ricordo dell’immensità artistica di Dolores O’Riordan.

Oppure quello di  Alicia Keys, che con energia ed entusiasmo coinvolge il modesto pubblico presente nello studio.

E ancora Billy Corgan, interessante da vedere perché sceglie come accompagnamento (oltre alla sua chitarra acustica e al piano) 3 violini e un contrabbasso per fare l’immensa Tonight, Tonight.

di Damiano Sabuzi Giuliani