I ragazzi di Pop – Up Live Session si sono spostati dall’Urbe e ci hanno mostrato la bellissima cornice del loft dello Studio Uno di Viterbo. Protagonisti i John Canoe, grintosa formazione alternative/surf/garage-rock romana con il loro spumeggiante singolo “Chinese Take Away”.

Ho rincorso Jesse dei John Canoe al telefono e, nonostante gli impedimenti vari, la missione è stata compiuta. Abbiamo rotto il ghiaccio parlando della qualunque, con i musicisti romani è quasi impossibile limitarsi alle sole domande. Che comunque sono sempre tante e curiose. Per esempio, è la prima volta che mi capita di vedere il pubblico nelle live session di Pop Up. Sono persone che realmente erano lì ad assistere alla performance, gli affezionati di Studio Uno. Presenza più che gradita mi dice Jesse: è sempre più bello suonare davanti alla gente.

Come sempre un gioco di diverse inquadrature rende sapientemente idea del luogo prescelto, che ogni volta supera il precedente. Il loft che ha funto da teatro delle riprese è talmente bello che è difficile non desiderare di stare lì davanti a quel camino per ore a sollazzarsi con vino e leccornie varie, ascoltando musica. Forse avrei immaginato un set diverso per la musica dei John Canoe, è facile connetterla alle spiagge assolate, al mare, alle strade brulicanti di San Francisco. Magari c’è un perché dietro un netto contrasto, una volontà di mostrare quello che uno non si aspetta.

Che c’entri o meno poco importa, quello che conta è avere la possibilità di venire a conoscenza di splendidi luoghi sempre nuovi (e in questo il team di Pop Up è un brillante “location hunter”). I John Canoe si sono sentiti come a casa, dalla superba amatriciana che hanno mangiato a pranzo con Alessandro di Studio Uno, fino al live che hanno suonato la sera stessa al locale sito al piano inferiore. Live andato molto bene, tanta la gente accorsa e Jesse mi racconta felice di come molti li conoscessero già.

“Chinese Take Away” è uno dei singoli del loro primo LP  “Wave Traps”, album di dieci brani uscito il 30 aprile 2017 per Bomba Dischi e Universal Music.

Hanno all’attivo anche un EP,  “Actor Boy“, sempre per Bomba Dischi,  sei tracce esplosive capitanate dal singolo “Nervous Breakdown“. Gli altri singoli di “Wave Traps” sono “City of Who” e “Young Fall“, ma la scelta per la live session è caduta su “Chinese Take Away” perché, secondo Jesse, è il pezzo che li caratterizza di più. Inoltre è quello più adatto a una live session e, soprattutto, suonare questo brano li diverte da morire.

Quello che mi colpisce di più in questi giovani ragazzi è la volontà di rimanere “grezzi”, veraci: finalmente qualcuno che pensa anche a farci divertire. Come succedeva negli anni ’50 e ’60, dopo la Seconda guerra mondiale, quando la necessità di una sana spensieratezza era nell’aria. Ho letto da qualche parte che la superficialità è un diritto e ne sono pienamente in accordo. Che poi “superficialità” e “spensieratezza” non sono sinonimo di scarsa qualità come molti potrebbero pensare. Fortunatamente esistono band che insegnano quanto questo non sia vero e i John Canoe sono tra queste. E secondo Jesse ce ne sono molte altre in giro per l’Italia assolutamente valide, che magari sono più note all’estero che qui. Ci sono festival e filoni del genere garage-psychedelic rock e surf che hanno un certo seguito e sono nutriti da nomi interessanti, anche a Roma stessa.

La Capitale è un calderone di generi diversi, a volte localizzati in specifici quartieri, chi ci vive o ci ha vissuto lo sa bene.

I John Canoe vengono definiti “testaccini” (del quartiere Testaccio, nda), Jesse ride perché addirittura una volta in Francia hanno dato loro dei bolognesi. Mi spiega che ognuno ha una provenienza diversa (Trastevere, Testaccio e Ciociaria), a Testaccio hanno semplicemente il loro box. Non sono legati a un quartiere, la loro musica non ne rispecchia uno in particolare. Riflette anzi di più lo stile inglese/statunitense, un’appartenenza ibrida, come quella di Jesse che è italo-australiano.

Jesse (chitarra e voce) è un super appassionato di garage, Stefano (batteria e voce) ha studiato jazz e Mario (basso e voce) viene dall’alternative rock. I loro diversi ascolti si sono uniti e sono andati verso la direzione attuale, influenzata anche da tante scoperte di vari nomi ed etichette, dagli Arctic Monkeys all’indipendente Rough Trade. Al momento sono in tour per l’Italia, a breve  saranno all’estero e poi si fermeranno un po’ per pensare al nuovo disco. Con l’augurio che sia ancora più solare e potente del primo.

Questa la live session per Pop Up in esclusiva per Rock.it, enjoy it!

 

 

 

 

 

 

 

 

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