Karamazov è Federico Bandini, classe 1989 e cantautore imolese dal timbro delicato.

Nato come progetto solista nel 2015, dopo numerose date tra Emilia-Romagna e Toscana, il 2017 vede Karamazov impegnato nella concretizzazione della sua opera prima, l’album d’esordio “Anche senza di te”.

Uscito il 22 gennaio per l’etichetta indipendente  Revubs e anticipato a dicembre dal singolo “Ho bisogno di te”, il disco si compone di dieci tracce, inedite e di repertorio, registrate con l’accompagnamento della band; una scommessa che risulta vincente, conferendo al disco quella complessità sonora che probabilmente segnerà il giro di boa nel lavoro di Federico.

Un elogio delle cose semplici che contano.

“Anche senza di te” è un disco, come lo definisce il cantautore stesso, “delle piccole cose” perché ci parla di quotidianità, di storie normali, di situazioni ed emozioni che tutti noi abbiamo sperimentato nella nostra esistenza.

Non c’è nulla di eroico o grandioso in ciò che ci racconta attraverso questi dieci brani estremamente personali, “solo” la vita e, in particolare l’amore. In tutte le sue sfaccettature. Cosa succede quando un rapporto finisce? Che influenza hanno le esperienze passate su ciò che siamo oggi? Un carosello di ricordi e domande senza risposta, di storie concluse o incompiute, di cose dette ma soprattutto di quelle non dette.

“Anche senza di te” è  un disco liberatorio, un disco per fare pace con quello che è stato.

Un album dall’attitudine malinconica che però non scade nella tristezza sterile; nelle parole di Karamazov c’è sempre uno sguardo positivo al futuro, la volontà di lasciarsi alle spalle quello che è stato per proiettarsi verso nuovi scenari. E in quest’ottica possiamo vedere il lavoro di Federico come una specie di catarsi: partendo dal primo brano “Mattone” che altro non è se non la ripetizione della frase “Ho ancora un mattone sullo stomaco”, assistiamo ad un vero e proprio processo di liberazione che si snoda attraverso tutto il disco.

Un peso, un mattone appunto, fatto di pensieri taciuti, di “non ho pensato ad altro che a te” e “faccio fatica a lasciar andare”; fino ad arrivare a quello che è il significato nonché il titolo dell’album, “Anche senza di te”. Al di là di come sono andate le cose, delle strade diverse che abbiamo potuto intraprendere e dei frammenti di “petardi inesplosi” seminati lungo il cammino, la vita ci spinge ad andare avanti.

Karamazov

“Ho bisogno di te”: l’eccezionale normalità dell’amore.

Brano scelto come primo singolo dell’album, “Ho bisogno di te” costituisce una sorta di parentesi in questo susseguirsi di situazioni sospese o lasciate andare. Parla  della semplicità dell’amore, fatto di quotidianità ma anche di sogni fatti in due, come quello di andare via, “girando il mondo su un camper sfasciato”. Tre minuti che sono un’ammissione di sentimento, racchiudibili tutti in quella che può essere definita come la seconda frase al mondo che esprime al massimo l’amore verso un’altra persona: ho bisogno di te. Ovviamente solo dopo “hai mangiato?”.

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