Review

|Review| KYTERION – “INFERNO” (Subsound Records)

Kyterion

Non si sa assolutamente nulla sull’identità dei Kyterion, misteriosa band black metal bolognese, che ha da poco pubblicato il suo secondo disco, Inferno II.

I componenti della band non hanno voluto identificarsi neanche con uno pseudonimo, come spesso accade nel black metal.  Formatisi nel 2015, i Kyterion hanno esordito nel 2016 con Inferno I (anche questo per Subsound Records), primo album di una trilogia basata sull’Inferno di Dante Alighieri, continuata con l’uscita del recente Inferno II. I testi sono presi direttamente dal capolavoro del Sommo Poeta e dunque vengono cantati in volgare trecentesco.

La particolarità di questa trilogia (che potrebbe rappresentare un difetto in realtà) è il fatto che album e brani siano “intrecciati”: infatti Inferno II non è la continuazione del primo album, che invece segue in ordine cronologico vari episodi dall’inizio alla fine della cantica, ma è invece un insieme di altri episodi che però vengono messi in ordine sparso nella tracklist.

Kyterion, Inferno II

Provando a ricreare un ordine dei brani che segua l’opera letteraria, si nota che Inferno I riguarda soprattutto la prima parte della cantica dantesca, mentre Inferno II si concentra prevalentemente sulla seconda parte. Come Dante si lasciò guidare da Virgilio nella discesa nel regno dell’eterno dolore, così anche noi ascoltatori ci lasciamo guidare dai Kyterion: i bolognesi propongono un black metal violentissimo con chitarre affilate come rasoi, un’ottima sezione ritmica e una produzione impeccabile. Tra la perduta gente e Caron dimonio, appartenenti al primo album ed entrambe introdotte da una breve strumentale, rappresentano i picchi del disco grazie alla loro dinamicità e alla bellezza dei riff che le compongono (in particolare per la seconda delle due).

 

A tratti sembra quasi di trovarsi davanti le creature  e i luoghi infernali descritti da Dante e trasformati in musica dai Kyterion: Caronte con gli occhi fiammeggianti, Cerbero che squarta i peccatori, la selva dei suicidi presieduta da Le brutte arpie (altro pezzo degno di nota grazie ad un riff micidiale), il chimerico Gerione che conduce Dante e Virgilio (e noi) nel cerchio delle Malebolge, sul quale si basa la maggior parte delle canzoni di Inferno II. Tra queste spiccano Mal nati, con dei bellissimi stacchi e riff veloci, e Pena molesta.

 

Si arriva, infine, dinanzi a Lo ‘mperador del doloroso regno, una track pesantissima nel cui testo troviamo la descrizione che Dante fa di Lucifero.

Certo, Inferno II  è un ottimo album, ma non è perfetto. Personalmente avrei preferito che anche il secondo capitolo della trilogia seguisse l’ordine cronologico, come succede in Inferno I. Le canzoni, a volte, risultano un po’ troppo omogenee tra loro, ma la saga, nel complesso, colpisce e ne aspettiamo con ansia l’uscita del capitolo finale.

di Gabriele Moio