Review

|Review| Lvca mette amore ma toglie troppo l’illusione.

Ho ascoltato, per Futura1993, Metto amore tolgo l’illusione, debut Ep di lvca, all’anagrafe Luca Rebellato, classe 1997 di Bassano del Grappa.

Lvca – L’ep, uscito il 19 febbraio per Giada Mesi, è composto da sei brani ( di cui cinque già usciti e l’inedito “Pensieroso me”) ed è prodotto da Ilovenikobrens.

Quello che ci troviamo davanti è, sin dal titolo, un ep romantico che, però, di romantico ha poco. Le references sono quasi tutte dirette verso una quotidianità spogliata da ornamenti, dal filosofeggiare, dalla poesia.

L’amore di lvca è un amore fatto di normalità, ma di una normalità difficile, antiestetica quasi “sei la fetta biscottata che non si squaglia quando la immergo nel latte la mattina, sei l’influenza nei giorni caldi: sei qualcosa che non spesso accade, sei la mia bronchite d’estate” , dice in “ Bronchite d’estate”, che, a mio parere, può rappresentare un esempio cardine per tutto l’ep.

Perfettamente adagiato sulla corrente dell’itpop, Metto Amore Tolgo Illusione è un lavoro che si lascia ascoltare con facilità sia per tematiche che per realizzazione, presentissime infatti le chitarre e i richiami alla realtà indie che incorniciano il tutto magistralmente.

Quello di lvca è un lavoro intelligente e raffinato proprio nel suo essere quasi scritto di getto.

Tutto quello che incontriamo, infatti, nelle sei tracce, diventa subito parte dell’ascoltatore sia perché difficilmente esce dalla testa, sia perché l’indubbia nota positiva di questo lavoro sta nell’essere alla portata di un pubblico ampissimo, dall’adolescente alla ricerca di canzoni da dedicare, all’appassionato di indie in cerca di qualcosa di nuovo di zecca.

Quello di Lvca, in conclusione, è un ep facile da ascoltare ma rimane il dubbio riguardo l’effettiva necessità di spogliare l’amore dall’illusione, di regalare all’ascoltatore queste emozioni così crude, nel fraseggio e nelle immagini.

Le canzoni d’amore non hanno forse bisogno di essere condite da un po’ di magia? Che non per forza deve relegarle ad un immaginario distante, può esistere magia anche in riferimenti urban e popolari.

Alla fine, l’ep di Lvca è qualcosa che rimane un po’ sospeso tra pretese e realtà, non insufficiente ma nemmeno da lode.

Menzione d’onore a “il mondo non è un cerchio prefetto” , brano che si allontana dal resto dell’ep per diventare qualcosa di davvero originale e bello.

di Mariarita Colicchio

 

Futura 1993 è il network itinerante creato da Giorgia Salerno e Francesca Zammillo che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro, attraverso un programma radio e tante diverse testate partner.

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