Nic Cester è un australiano con origini italiane e Sugar Rush è il suo primo album da solista.

Nic Cester è conosciuto ai più per essere il frontman dei Jet ci mette l’anima mentre il cuore pulsante è tutto Made in Italy.

Il produttore è Tommaso Colliva e l’album è suonato in studio dai Calibro 35. Dal vivo, invece, è affiancato dal collettivo The Milano Elettrica, una band di nove elementi in cui spiccano Sergio Carnevale (Bluvertigo), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Paolo Raineri (Ottone Pesante).

Insomma con questi nomi la partita è già vinta sulla carta e potremmo anche fermarci qui.

Il suo passato da rocker si scontra e si abbraccia con composizioni più mature, grazie anche alle diverse e importanti esperienze di ciascun musicista che gravita intorno a questo progetto.

Tutto questo bagaglio musicale ci regala dei brani che spaziano in lungo e largo, mentre la voce di Nic Cester è portentosa ed è considerevole la sua capacità di conformarsi all’etereogeneità dei brani.

L’inizio del disco è improntato su un sound sixties, dalle blueseggianti “Sugar Rush” e “Hard Times”, alla black music di “Eyes On The Horizon” e alla psichedelica “Psichebello” con una bella parte centrale riservata alle improvvisazioni.

Successivamente si miscelano ancora pezzi blues-rock, britpop, soul, composizioni orchestrali e funky.

Tutto si amalgama alla perfezione soprattutto in pezzi come l’epica God Knows e le più moderne “Not Fooling Anyone” e “Who You Think You Are”.

La perfetta conclusione è affidata alla pacata “Walk On”.

Ho ascoltato quest’album tre volte consecutive, sono rimasto folgorato dalla sua capacità di trasporto e di coinvolgimento. I brani vanno via uno dopo l’altro e farli ripartire da capo diventa quasi un gesto involontario.

Sugar Rush è frutto di un lavoro magistrale in cui Nic Cester e soci hanno giocato con le loro capacità e con le loro esperienze, sperimentando e miscelando le loro idee, prendendosi i propri rischi senza mai esagerare.

Federico Laratta

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