Quarto lavoro per il Pan del Diavolo, uscito lo scorso 17 Febbraio per La Tempesta Dischi.

Cinque i brani del nuovo disco del Pan del Diavolo co-prodotti da Piero Pelù, che ha spinto in alto le chitarre di Gianluca e la voce di Ale, al mixer c’è Fabrizio Simoncioni (alle tastiere nei Litfiba), presenti anche i Tre Allegri Ragazzi Morti, Umberto Maria Giardini, Vincenzo Vasi e Ugo Cappadonia.
Con tutte queste teste e queste mani, “Supereroi” non poteva che avere un suono corposo, caldo, profondo.
Entra dentro e scuote ogni muscolo, come nella migliore tradizione folk-rock-blues, dritto come  “Sempre in fuga”, il brano che apre la tracklist e che rivela subito l’elettricità molto più accentuata in questo album, come Bartolo non ha mancato di sottolineare in molte occasioni.
La vocalità di Alessandro, sempre potente ed inconfondibile, trova nuove sfumature ed estensioni in brani come “Tornare da Te”, primo singolo estratto tra le 11 tracce, “Strisce” e “Gravità Zero”.
E’ con “Messico” che ritroviamo le radici de “I Fiori”, cassa al piede e violini che trasformano in deserto polveroso anche una stanza al decimo piano in pieno centro a Milano.
L’evoluzione nei testi, concentrata sul fenomeno dell’acquisizione di forza degli stessi data dalla loro ripetizione e diffusione come spiegato da Alosi, non perde le liriche che li hanno da sempre caratterizzati, la capacità cioè di concentrarsi su sensazioni quotidiane e raccontarle in una dimensione a volte surreale a volte rarefatta, ma sempre scevra di sovrastrutture.
E’ così che in “Gravità zero” le parole aderiscono sulla durezza dei suoni.

“Supereroi” è una tavola bandita, bisogna solo sedersi ed “aprire lo champagne”.

Il Pan del Diavolo è ancora avvelenato.

Condividi