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|Review| Prince And The Revolution – Purple Rain |Pillole Musicali in 8 Bit|

La discografia di Prince Rogers Nelson è un mare magnum di brani, generi, lavori sofisticati e pacchiani – con un sound fortemente riconoscibile – che sarebbe difficile dipanare in questo spazio.

Purple Rain non è solamente la colonna sonora che ha accompagnato uno dei film più celebri degli anni ’80 – e con la quale Prince si aggiudica l’Oscar nel 1985 – ma è anche il nome della canzone che accompagnerà Prince per tutta la carriera, portando sotto gli occhi di tutti la completa fissa del folletto di Minneapolis per il colore viola.

A differenza di quanto fatto per i precedenti cinque dischi – per la registrazione della sua sesta fatica discografica – Prince si avvale dell’accompagnamento della band  The Revolution.

Sin quel momento Prince ha sempre provveduto a suonare tutti gli strumenti nei lavori precedenti contribuendo a generare la leggenda e l’ecletticità dello stesso.

Ma che cos’ è Purple Rain?

Un concept album a forte connotazione ‘80s con tutte le sonorità “trash” del periodo – dal funk al pop – tappeti musicali con sintetizzatori alla Ultravox, suoni stridenti, percussioni tribali, chitarre aggressive, falsetti e grida sguaiate.

E’ fondamentalmente la stele di Rosetta utile alla comprensione dell’idea musicale dietro al progetto di Prince, in cui la punta di diamante è la title track ed il suo assolo – un vero e proprio marchio di fabbrica – che ergerà Rogers Nelson nel gotha dei chitarristi più capaci e virtuosi in circolazione.

La canzone che da il titolo al film e al disco – la cui versione originale dura 11 minuti – viene registrata in presa diretta nel 1983 durante un concerto di beneficenza nel Minnesota, successivamente editata – per tagliare un assolo ed un verso giudicato troppo poco emotivo rispetto al resto della canzone – la sua durata viene ridotta di ben tre minuti rispetto alla versione che conosciamo tutti.

Purple Rain è la canzone che consente a The Kid e i The Revolution (la sua band) di sconfiggere la band avversaria alla fine del film (prendetevi sto spoiler con 25 anni di ritardo).

La maestosità del brano è tale – oltre che per il lungo solo – per l’intimità che The Kid mostra, per il coro gospel che fa da corollario e per la voglia di riconciliazione che il protagonista ha verso i propri cari.

Infatti la prima strofa della canzone è rivolta al padre con il quale c’è un rapporto di amore e odio, la seconda alla sua ex ragazza Apollonia che ha deciso di sfanculare The Kid per andare a cantare con la band avversaria, ed infine la terza è rivolta ai The Revolution.

Ma quindi perché sta pioggia è viola?

Stando a quanto ha detto Prince: “Quando c’è del sangue nel cielo – rosso e blu fanno il viola… la pioggia viola riguarda la fine del mondo e l’essere con la persona che ami lasciandoti guidare dalla fede e da Dio attraverso la pioggia viola”

C’è chi sostiene che la fissa per il viola possa essere legata anche al gioco di parole rain/reign (assonanti), che associato al nome d’arte Prince da l’idea di maestosità (il viola è considerato un colore reale).

Un modo per comunicare un’idea di musica elitaria e mai scontata.

di Pillole Musicali in 8 Bit