Rocket to Russia non è solo un album dei RAMONES, da molti viene considerato L’Album per eccellenza.

Correva l’anno 1977. Nonostante i Ramones avessero già un discreto numero di concerti alle spalle e nonostante l’album di debutto (“RAMONES”) uscito nel 1976, la band newyorkese faceva fatica ad ingranare.

Oggi la band è a pieno titolo tra i gruppi che hanno fatto la storia del rock ma la consacrazione ufficiale è arrivata  solo nel 2002 quando è entrata nella Rock’n roll Hall Fame.

Quarant’anni fa gli oltre 100 concerti tra il nord America e l’Europa (tutte le date scrupolosamente appuntate nell’appendice del libro di Monte, il loro storico road manager, citato in nota) e i due album usciti lo stesso anno non raccolgono l’accoglienza sperata.

Leave Home infatti, pubblicato il 10 gennaio 1977, andò persino peggio dell’album di debutto.

E pensare che contiene due della mie canzoni preferite Glad to see you Go e Oh oh I love Her so (quest’ultima consacrata sulla mia pelle con tanto di tatuaggio dedicato a mia figlia).

Johnny, Dee Dee, Tommy e Joey. I Ramones originali. Quelli che hanno fatto cominciare tutto. Quattro ragazzi trasandati di Forest Hills fortemente determinati a fondere l’aggressività del protopunk di Detroit con pulizia e cadenza pop della musica bubblegum e delle band femminili, assieme alla potenza e alla magniloquenza del glam rock[1]

Ma veniamo a Rocket To Russia che il 4 novembre compie 40 anni e se li porta magnificamente. Si tratta dell’ultimo disco registrato in studio con la formazione originale: raggiunse inizialmente solo il 49esimo posto in classifica di Billboard ma diventò in seguito una pietra miliare del rock e della musica punk.

Un album in linea con i precedenti che propone 14 tracce in poco più di 32 minuti. Cretin Hop, ballereccio e canzonatorio, apre il disco per passare poi il testimone ad uno dei singoli dell’album che diventerà un grande classico e una delle poche canzoni dei RAMONES ad entrare nella classifica Billboard Hot 100: Rockaway Beach.

Il ritmo trascinante dell’album concede qualche attimo di respiro con una ballata come Here Today, Gone Tomorrow.

Ma poi strumenti e parole tornano a picchiare duro con Locket Love.

L’album contiene diverse cover reinterpretate in perfetto stile ramoniano quali: Do You Wanna Dance?  scritta da Bobby Freeman a fine anni Cinquanta, SurfinBird dei The Trashmen e Needles and Pins dei The Searchers.

Dovrei elencare tutte le tracce e per ognuna ci sarebbe una storia da raccontare. Ma sicuramente non posso non parlare di una vera e propria pietra miliare del punk quale è Sheena is a Punk Rocker, scritta da Joey Ramone e pubblicata come singolo nel maggio del ‘77 e ancora oggi una della canzoni più popolari della band.

Foto di Danny Fields - Ramones

Foto di Danny Fields, primo manager dei Ramones.

E proprio la registrazione di Sheena is a Punk Rocker durante il concerto del 1977 di Glasgow, in Scozia è uno dei contenuti inediti dell’edizione deluxe di prossima uscita.

Per celebrare il 40° anniversario dell’album, infatti, Rhino pubblicherà il 24 novembre “ROCKET TO RUSSIA: 40th ANNIVERSARY DELUXE EDITION” che contiene due mix diversi dell’album: una versione rimasterizzata dell’originale e una nuova 40th Anniversary Tracking Mix a cura di Ed Stasium (l’ingegnere del suono che ha mixato l’album originale). La raccolta comprende anche degli inediti, sia in studio – tra questi una versione alternativa di “It’s A Long Way. Back To Germany” con Dee Dee alla voce -, sia live come quello di Glasgow.

Il cofanetto include anche approfondimenti sulla band a cura del fondatore della Sire Records, Seirour Stein, dettagli sull’elaborazione di Stasium e note di Jaan Uhelszki (co fondatrice della rivista Creem).

Rocket to Russia - Ramones

Rocket to Russia – Ramones

Insomma fan vecchi e nuovi siete avvertiti: trovate anche il pre-order del cofanetto se, come me, non ce la fate ad aspettare.

Da sapere:

Purtroppo tutti i membri della formazione originale sono passati a miglior vita, ma Marky Ramone (secondo storico batterista della band) continua a portare in concerto la sua esperienza con la band e racconta molti dettagli inediti in un libro “Punk rock Blitzgrieg. La mia con i Ramones” edito in Italia dalla Tsunami edizioni.

Chicca:

nel 2006 venne realizzata una compilation di cover dei grandi classici della band Brats on the Beat: Ramones for Kids. L’album è stato creato per offrire agli adulti un modo alternativo per introdurre i propri bambini all’ascolto della musica attraverso delle rivisitazioni in chiave “soft” dei classici dei Ramones.

Hey Oh, Let’s Go!

[1]Monte A Malnick, Frank Meyer, Sulla strada con i RAMONES, P. 34,  Settegioni Editore, Pistoia, 2014.

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