Undici tracce e 44 minuti di durata per il quarto lavoro dei Real Estate uscito per Domino Records.

Il segno distintivo di Martin Courtney, leader dei Real Estate, è sempre stata la grazia nell’esecuzione dei brani ed il gusto nel setup dei suoni, sempre tondi e su frequenze  alte ma mai stridule.
In mind non si allontana dal celebrato Atlas, rimane composto riff arpeggiati, una sezione ritmica sempre accomodante ma decisa nella presenza e una vocalità sussurrata, che impone la sua diversità trasmettendone l’orgoglio.
“After Moon” è un riuscitissimo esercizio di ricreare il suono e le atmosfere del  prolifico silenzio notturno, che trascina durante il giorno successivo la percezione dei sogni elaborati nel cuore di una notte piacevolmente insonne.

Delay ed echo possono essere considerati membri del gruppo per la loro incessante presenza, così come la malinconia figlia di Moz e Marr negli anni ’80 e che oggi è stata adottata anche dal canadese Mac de Marco, ed un cuore che andrebbe d’accordo con i Teenage Fanclub.

“Two Arrows” è un pezzo zippato nei suoi 06:51 minuti, perché in realtà durante l’ascolto sembra far passare decine di tramonti estivi.
E’ questo il grande talento dei Real Estate, la capacità di suggestionare il pubblico con estrema sincerità, incoraggiando gli ascoltatori a liberarsi di quelle ruvide difese che indossano quotidianamente.
La struttura dei brani ha forti radici nel folk, nel jazz e nella new wave, vedi “Diamond Eyes” e “Time”.

Un lavoro spavaldo quello sfornato dai Real Estate, in tempi in cui si chiede a chiunque di essere una rockstar, di riempire le sale concerti, di sconvolgere l’audience.

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