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|Review| “Niente demoni e dei” per Giorgio Ciccarelli

Sta finendo anche il 2021. Non so se avete anche voi quella sensazione, quando finisce ottobre: che ormai stia finendo tutto, ed è facile proiettarsi già nell’anno nuovo, quindi via di liste di libri da leggere entro la fine dell’anno, cose da fare, e schede workout, ma anche via con il programmare uscite con amici che non si vedono da mesi.

Novembre è la nuova primavera sociale, dopo due mesi dove la cosa più semplice del mondo sembrava restare a casa a curarsi le scottature estive, novembre ci fa prendere dall’ansia che tutto stia per finire, e si ritorna a fare orari assurdi, come se fossimo ormai prossimi all’Apocalisse. Ed è in questo bellissimo contesto con alle porte la fine del mondo che arriva Niente demoni e dei, il nuovo album di Giorgio Ciccarelli.

Niente demoni e dei è un tunnel elettronico, un club berlinese abbandonato dove una voce rauca, quella di Giorgio Ciccarelli, ci conduce sempre più in profondità, un piano dopo l’altro verso il centro della terra, dove stranamente fa sempre più freddo.

Con sonorità ossessive e disturbanti, “Niente demoni e dei” non è un disco facile, eppure è difficile staccarsene.

Niente demoni e dei è una sbronza colossale che sai che farà molto male, la sera stessa non appena torneremo a casa, ma anche la mattina dopo.

Giorgio Ciccarelli, tolta definitivamente la veste da rocker anni Novanta, rientra a gamba tesa nella scena underground con una nuova pietra miliare che speriamo rimanga tale a lungo: oscuro, disturbante, criptico, enigmatico, incredibilmente magnetico.

Con il senso dell’Apocalisse imminente che arriverà a fine anno, la fine del Covid, la fine di tutte le scuse, la fine dei nostri fallimenti e ripensamenti che prima rimandavamo inevitabilmente alla pandemia globale, stiamo arrivando dritti dritti in una nuova epoca, dove gli unici colpevoli saremo noi e se non crediamo in Dio, come sembra essere la visione estrema e pessimista di questo album, sarà un vero casino.

Speriamo davvero di essere pronti.

Questo album è per chi ha bisogno di cambiamenti, per chi si è rifugiato nella routine e adesso ha voglia di evadere, e di oscurità.

Giorgio Ciccarelli, che si veste delle produzioni di Stefano Keen Maggiore (e Luca Grossi qua e là) e dei testi di Tito Faraci ci accompagna in un mondo spaventoso che riconosciamo a tratti, come se Stranger Things fosse ambientato nella nostra Milano post Covid.

Da ascoltare tutto, per rimanere scossi davvero.

di Smoking Area