Review

|Review| Richard Ashcroft “Natural Rebel” (RPA/BMG)

E’ una gioia quando, in redazione, arrivano dei bei dischi in pre-ascolto. Poterli sentire in anteprima ti i fa sentire una privilegiata, una beneficiaria dell’avanscoperta, un Armstrong sulla Luna.

È così che ho ascoltato il quinto disco da solista di Richard Ashcroft Natural Rebel che esce oggi.

Le note Richard le conosce ed anche come farle suonare, così come sa far cantare la sua anima.

In questo ultimo lavoro il mad Richard è addomesticato, è ‘Surprised by the joy’ come recita nel terzo brano; brano che sorprende per i topos di cui è intriso e forse aveva ragione Kafka quando diceva che per scrivere bene bisogna star male ed invece Ashcroft  è in un periodo felice.

 

E’ innamorato della moglie e dei figli e le sue sonorità non evolvono ma mutano; come si può ascoltare in:All my dreams’ e That’s how strong’. 

 Il cantautore inglese, a due anni dall’ultimo lavoro solista (These People), restituisce oggi al pubblico un album dolce, edulcorato…da camera.

Cosi che l’effetto della voce si distende su sonorità che riportano agli anni ’90, anche se quello che manca in questo disco è il ragazzo spavaldo che tutti conosciamo, che camminando dritto prendeva a spallate chi incontrava sulla sua strada.

 

Ah! Scusate! Quelli erano i The Verve e non Ashcroft solista. Eppure delle sfumature dei fu Verve si notano, anche se narcolettiche.

E’ un altro artista quello che si ascolta in Natural Rebel, un album che lo stesso cantautore dedica agli ascoltatori, molto probabilmente tendendo le braccia verso un pubblico nuovo e non ai suoi fans più appassionati, per loro c’è giusto il pezzo ’We all bleed’ : un cameo opalescente di un artista in dissolvenza.

In Natural Rebel incontriamo un Richard che senza troppe velleità ci racconta l’uomo che è oggi, sarà sicuramente interessante per chi non conosce il suo nome, per tutti gli altri forse era meglio quando ci faceva ‘sentire’ – e non solo con le orecchie – i suoi personalissimi incubi.

di Federica Romani

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