Meno di un mese fa è uscito AcidaBasicaErotica, il terzo lavoro di UNA, titolo che merita ascolto e un paio di umili righe.

Questa è innegabilmente un’epoca in cui chiunque vuole proporsi musicalmente deve fare i conti con un bel po’ di cose, le stesse che valgono per chi ascolta. Prima di tutto è molto difficile, se non quasi impossibile, fare e trovarsi di fronte a qualcosa di veramente innovativo.

La faccenda viene spesso liquidata con un’autoreferenzialità che scade spesso in un ermetismo che non ha nulla d’interessante (ogni scarrafone è bello a mamma soja).

Peggio la facile via della volgarità gratuita, sia nelle parole che nei temi, permessa dalla sacrosanta libertà d’espressione, che si fa notare solo perché “impressiona” (ma ormai neanche tanto).

Poi c’è chi alla ricerca di un successo immediato cavalca sconsideratamente l’onda del momento, si fa pappare dal pantagruelico mercato musicale e fa la fine di una lavatrice o dei famosi smartphone che diventato obsoleti dopo un anno o due.

Forse non ci si rende conto che a quanto pare dovrebbe esserci una legge universale per la quale nulla si crea dal nulla.

Tale principio regola dalla più grande forma d’esistenza che si può immaginare alla più piccola, e nello stesso modo si può applicare all’espressività artistica. Con il giusto equilibrio si può essere autoreferenziali ma toccare nell’intimo chi ascolta. Si possono trattare temi attuali e personali proponendoli attraverso immagini che evocano contesti e realtà collettive, delle quali i primi ne sono parte… e insomma, si può essere originali ed efficacemente comunicativi rimanendo se stessi.

In questo caso proponendosi come UNA.

AcidaBasicaErotica. Ci si aspetta di ascoltare qualcosa di pungente e provocatorio da un nome del genere, dal terzo lavoro dell’artista d’origine pugliese, e tale aspettativa non è stata delusa. Ma non solo.

Diciamo piuttosto che queste caratteristiche rappresentano l’attitudine, l’insieme legante i nove brani, e che tutti e nove ne manifestano sia da un punto di vista strumentale, di suoni e d’atmosfere, sia dei temi trattati, diverse facce.

Si va dalla fluidità sessuale, narrata con dissacrante e liberatoria sincerità e naturalezza, all’amore, da quello più maturo a quello adolescenziale, fino alla ribellione verso la violenza di genere e il razzismo. Da spaccati di vita personale a finestre su realtà italiane, lanciando frecciatine riguardanti la politica, la chiesa, e parlando del suo difeso/criticato sud.

Nove storie narrate sotto forma di un pop elettronico disimpegnato eppure articolato e studiato, da farsi raccontare singolarmente o tutte d’un fiato, che in ogni caso, qualsiasi sia l’approccio con il quale si decida di goderle, lasciano qualcosa e possono destare un certo interesse.

di G. Igafo

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