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|Review| La cassetta di giugno 2020 |To Tape|

Se questa cassetta fosse stata datata giugno 2019, probabilmente – anzi, quasi sicuramente – avrei messo un filotto di dischi da inizio estate, omologandomi ai classici articoli sul tema (magari nella forma ma certamente non nel contenuto).

Ma il calendario segna giugno 2020 e la pandemia non bastava a mettere in subbuglio il pianeta. I recenti episodi di Minneapolis hanno sollevato, nuovamente, uno dei problemi più grossi che riguardino gli Stati Uniti.

Le reazioni sono sotto gli occhi di tutti, in diverse città degli USA e in tutto il mondo e la musica è stata ancora una volta il metro di misura. Diverse sono state le pubblicazioni di canzoni e dischi direttamente collegate alle vicende di George Floyd per affrontare argomenti più ampi.

L’esempio più importante riguarda il quarto disco dei Run The Jewels, progetto rap creato da El-P (Company Flow) e Killer Mike, innanzitutto per la caratura musicale e sociale del duo che rappresenta, ad oggi, forse il gruppo americano più politicamente impegnato.

La loro politica del “download for free” dei loro dischi in questa situazione ha rappresentato una marcia in più, viste le tematiche affrontante in RTJ4 (anche direttamente riferite all’episodio di Minneapolis) e la dichiarazione accompagnata alla pubblicazione (per il momento solo in digitale) avvenuta qualche giorno prima della data inizialmente indicata:

Fanculo, perché aspettare? Il mondo è infestato di cazzate quindi ecco qualcosa di crudo da ascoltare mentre affrontate tutto ciò. Speriamo che vi porti un po’ di felicità. Siate speranzosi là fuori e grazie per aver dato l’opportunità a due amici di essere ascoltati e di fare ciò che amano. Con amore e gratitudine, Jaime e Mike.

Il disco stava seguendo il classico percorso, ma gli eventi hanno fatto cambiare rotta e RTJ4 si prende l’onore e l’onere di essere il perfetto manifesto delle lotte che stanno infiammando i dibattiti e le strade, oggi.

Rap forte, crudo, strumentali incendiarie, rime taglienti: un album carico di emotività ed energia, imprescindibile e fondamentale.

I Run The Jewels stanno diventando, produzione dopo produzione, poeti del mondo moderno e “eroi” del rap  (sul loro sito trovate tutte le informazioni sul disco e sui proventi donati al Mass Defense Program).

Nella cassetta di marzo avevamo parlato della compilation Distance Will Not Divide Us a cui ha partecipato anche Clap! Clap!, che il 12 giugno pubblicherà Liquid Portraits.

Uno dei producer italiani più forti che abbiamo oggi (ha lavorato anche nell’ultimo disco di Paul Simon comparendo in tre brani), butta il suo animo selvaggio in tutte le sue produzioni cariche di emotività e tecnicamente di livello superiore. Il nuovo disco è il risultato di anni di studio approfondito sul missaggio con metodi di conversione dai suoni analogici e viceversa.

Ascoltare il disco di Clap! Clap! è fare un viaggio pieno di suoni – ognuno dei quali corrisponde ad ogni città visitata da Cristiano – tra afrobeat, trip hop e cassa dritta.

Un altro disco da segnare è The Cause of Doubt & a Reason to Have Faith del londinese L.A. Salami: un concentrato di Velvet Underground, Captain Beefheart (ascolti da lui stesso menzionati) impastati con la passione per la 808, il rap anni ’90 e il blues di Robert Johnson.

Un menestrello, come lui stesso si definisce, che canta l’attualità con spirito creativo e una voce pulita e carismatica.

Due singoli usciti fino ad ora, uno dei quali si chiama The Cage che affronta il tema della pazzia, una patologia da molti conosciuta in questo periodo di quarantena.

Da segnalare, infine, il “nuovo” album pubblicato dagli Sleaford Mods, All That Glue: una raccolta di b-side, rarità e inediti che confermano nuovamente l’animo cinico, alcolico e punk del duo rap di bianchi più irriverente del pianeta.

di Renato Failla

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