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|Review| La cassetta di marzo 2020 |To Tape|

Ciao amici, come ve la state passando? Alla fine siamo diventati una puntata di Black Mirror o l’ennesimo film su di un virus che spaventa tutto il mondo, ci pensate? Siamo diventati il futuro! Che cosa strana, eh?!

Tutto fermo, tutto chiuso, tutti a casa tranne chi continua a lavorare per noi, per permetterci di rimanere al sicuro (non tutti abbiamo questa fortuna: pensiamoci ogni volta che ci lamentiamo di dover “combattere questa guerra” seduti comodamente sul divano con tutti i comfort del caso).

Se marzo è pazzerello, questo del 2020 è psicopatico, perché oggi, mentre vi scrivo, “qui su” al Sud fa freddo come se fossero i giorni della merla e sulle montagne forse è anche venuta giù la neve; e considerate che due giorni fa era da stare in pantaloncini sul balcone.

Come avrete avuto modo di notare, la rete si sta riempiendo di playlist da quarantena, contro la paura, da ascoltare per non sconfortarsi, etc. etc.

Mica vorrete l’ennesima compilation, no?! È vero che ogni mese compilo una cassetta di To Tape per CSI magazine in cui vi consiglio dischi, ma ho proprio percepito il rifiuto, per questo mese, nel buttare giù due righe in cui vi racconto il perché dei dischi che ho scelto da consigliarvi.

Sono stato diversi giorni a pensare quali potessero essere gli album buoni per questo momento, che potessero in qualche modo raccontare il mio stato emotivo o cercare di interpretare il vostro, quello collettivo, insomma. Poi sono arrivato alla conclusione che non c’è un giusto modo di raccontare questo momento, perché non lo abbiamo mai vissuto e lo stiamo interpretando giorno dopo giorno.

Non è un classico mese di marzo di primavera durante il quale, bene o male, gran parte di noi lo interpretano nella stessa maniera ed è quindi più facile entrare in sintonia anche se non ci conosciamo.

Quello che voglio fare per questa cassetta di marzo di TO Tape è indicarvi qualche iniziativa musicale trovata in giro e che ho ritenuto degna di nota.

Distance Will Not Divide Us è una raccolta di inediti realizzata da alcuni artisti della scena elettronica italiana: Dj Khalab, Clap! Clap!, Indian Wells, Populous, Go Dugong, GodBlessComputers e tanti altri; tutto il ricavato verrà donato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

Sul sito Punkadeka, invece, si raccolgono fondi in sostegno dell’ASST Ovest milanese (ospedali di Magenta, Legnano, Abbiategrasso e Cuggiono): la compilation “MUSIC AGAINST VIRUS” conterrà brani inediti di coloro che vorranno partecipare mandando il proprio materiale entro il 25 marzo 2020.

La Sacred Boned Records pubblica una compilation con inediti delle band del proprio roster che hanno dovuto cancellare improvvisamente i tour; in questo caso, quanto raccolto verrà devoluto interamente agli artisti in questione.

Un’altra bella iniziativa  arriva dall’etichetta Lobster Theremin: la compilation P.L.U.R. (Peace. Love. Unity. Respect) è divisa in tre dischi e composta da 45 canzoni, dall’house al breakbeat e le entrate saranno ripartite tra l’organizzazione per la salute mentale Mind,  l’organizzazione di beneficienza Shelter per i senzatetto e un fondo indipendente per i musicisti.

Metalitalia e Spazio Rock aderiscono alla raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana, basta andare sui loro siti per contribuire.

I Kialla, duo russo-iraniano, hanno invece dato il via alla Kovid-19 Marathon con lo scopo di pubblicare una nuova canzone ogni tre giorni per tutta la durata della quarantena: l’invito è esteso a tutti i musicisti per permettere “all’energia di continuare a scorrere”. Sul loro Soundcloud trovate la prima canzone pubblicata proprio da loro.

Chiudo con un album dal vivo di uno degli autori internazionali più importanti degli ultimi dieci anni, almeno: Father John Misty pubblica l’album dal vivo Off-Key in Hamburg, registrato all’ Elbphilharmonie di Amburgo l’8 agosto del 2019; anche in questo caso, il ricavato verrà devoluto in beneficienza e al MusiCares COVID-19 Relief Fund.

Insomma, nonostante il settore della musica e dello spettacolo sembra essere quello più duramente colpito, la musica non si ferma, le distanze e le difficoltà si abbattono così, restando comunque uniti e in favore di ciò per cui l’arte esiste: la società

di Renato Failla

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