Review

|Review| Eravamo Uguali: il nuovo EP delle Scimmie Acide

Synth martellanti, a metà strada tra il nuovo it-pop, di quello trascinante, straziante, iper-romantico e urbano, e quella vecchia scuola di cui hanno fatto parte Subsonica e Bluvertigo, ma anche un po’ di nostalgia, di quando ascoltavamo il brit-pop dagli Oasis ai Kooks.

 
Eravamo Uguali è un nuovo capitolo per le Scimmie Acide, band di Novara attiva da oltre dieci anni, che già con il suo precedente EP Giallo si erano confermati una realtà da tenere d’occhio.
Nuovi esponenti dell’electro rock che di tutte le varie influenze alla quale attingono, finiscono per non assomigliare a niente.
Quattro tracce che fanno dell’incoerenza delle Scimmie Acide rispetto alla scena contemporanea un punto di forza: testi cinici-romantici, che sono un viaggio in città fredde e dimenticate, a fare lo slalom tra storie di incomprensioni e flussi di coscienza.
 
Un disco per persone nostalgiche, per tutti quelli a cui manca il rock, quello ballabile che piaceva anche ad MTV, per tutti quelli che amano le palle da discoteca a specchi, i colori fluo, e la voglia di ballare su note tristi.
 
Un disco a suo modo minimalista, quello delle Scimmie Acide, dove ognuno è indispensabile, preciso, insostituibile. L’amore, quello quotidiano, tra i temi principali, dove è impossibile non ritrovarsi, in questi loop di oscurità sonora.
 
La speranza è che questo EP sia solo un primo assaggio di qualcosa di più ampio che sta per arrivare, perchè quattro tracce son quasi un finale aperto, un cliffhanger della nostra serie tv preferita.
Consigliato per un ascolto veloce in metropolitana, veloce e ripetuto ogni giorno, sperando che esce presto qualcosa di nuovo.
 
Notturno, triste e ballabile. Bellissimo.
 
 

 
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