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E shoegaze sia… [26] Lo shoegaze non si ferma.

E Shoegaze sia ...In Her Eye

Siamo a luglio, poco più della metà di quest’anno che non è stato piacevole sebbene ci abbia regalato, musicalmente parlando, perle sparse, perché per fortuna la musica indipendente, lo shoegaze e derivati, non si ferma.

Io, come ogni mese, dovrei suggerirvi un po’ di nuove uscite o segnalarvi qualcosa di meritevole, ma ho pensato che in questo mese pre-vacanziero, spero per molti, di ricordare qualche uscita che mi ha particolarmente colpito per essere ricordata prima di pensare all’autunno e alle nuove proposte che attendo trepidante.

A tal proposito ripropongo qualche nome che va recuperato e pompato a tutto volume.

Mi vengono a mente subito i 7Mondays che ci hanno accarezzato con Libidine, un promettente singolo uscito in maggio.

Poi ripenso ai Red Mishima da Bologna, scuri il giusto e carichi di tensione. Ottimo il loro primo album pubblicato a inizio anno.

E chiudo invece con qualcosa di inedito, nel senso che non ne ho mai parlato prima, ma che necessariamente andrebbe preservato.

Negli anni ’90, mentre lo shoegaze dava i suoi frutti più maturi, c’è stata una band semisconosciuta che ha pubblicato solo una demo e che per fortuna ha visto premiato il suo lavoro con la ripubblicazione di un intero album su Bandcamp.

Gli Ozean, americani possedevano tutti i numeri per poter dire la loro a fianco agli Slowdive e Medicine ed essere gli alfieri made in Usa del dream pop. Eccoveli.

 E shoegaze sia… di Dario Torre

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